recensione: La pianista
(La pianiste) di Michael Haneke – Francia/Austria – drammatico – 131min. Tratto dal romanzo omonimo di Elfriede Jelinek. Ritratto di Erika (Isabelle Huppert), pianista insegnante masochista e sessualmente disturbata, figlia di una madre possessiva con cui abita, vive e dorme, vittima di perverse fantasie erotiche sadomaso e con tendenze autolesioniste, che entra in crisi quando ricambia il sentimento che un giovane studente prova per lei. Gran premio della giuria a Cannes, è un film scritto su misura per la Huppert, la cui recitazione è qualcosa di talmente straordinario che giustifica da sola la visione del film (il resto del cast fa un ottimo lavoro anch’esso, comunque). Haneke, che per la prima volta ha inserito dei brani musicali in un suo film (tutti pezzi classici), compone lunghi piani sequenza in spazi angusti dai colori desaturati conferendo al film un’atmosfera angosciosa e malsana. Ha il difetto di essere un pochino eccessivo pur cercando di essere realistico, col risultato di convincere appieno dell’effettiva verosimiglianza della vicenda (seppure la scrittrice abbia ammesso che il romanzo è in parte autobiografico)
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Tags: haneke michael
5th ottobre, 2010 at 20:38
Recensione LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL’OCEANO http://bit.ly/cUsSo6