Archive for the ‘Recensioni’ Category

L’Arte di Vincere di Bennett Miller (Film Rites, Specialty Films , 2011)

In principio fu Truman Capote, che con A Sangue Freddo (1965) – la sua ultima opera “compiuta” – inventò il genere letterario della non-fiction, il romanzo-reportage. Ed è quanto mai singolare che proprio Bennett Miller, candidato all’Oscar nel 2006 per l’omonimo biopic su Capote, abbia deciso di portare sul grande schermo l’adattamento di Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game, romanzo datato 2003 e firmato da quel Micha…
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Posted by admin on febbraio 1st, 2012 No Comments

The Help

20/1/2012.Regista: Tate Taylor. Sceneggiatura: Tate Taylor. Interpreti: ViolaDavis, Emma Stone, Jessica Chastain, Sissy Spacek, Allison Janey. 146 min. USA.2011. Giovani.

L’attore Tate Taylor si mette dietro la cinepresa perdirigere un film che, dopo nove settimane nelle sale negli Stati Uniti, haraccolto più di $ 160 milioni, rispetto ai 25 milioni di budget. Parte dellaresponsabilità di questo successo si deve ai suoi interpreti, tra i quali EmmaStone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Jessica Chastain e Octavia Spencer.
Questo film è un adattamento del primo romanzo di KathrynStockett, The Help, una storia conelementi autobiografici situata a Jackson, la stessa città che diede i natalialla scrittrice. Si tratta di un melodramma sociale inquadrato nella lotta per diritticivili degli afroamericani nel Mississippi negli anni 60. Si riferisce al mondodelle colf, dove non poche donne sono state sottoposte a umiliazionisistematiche e a disprezzo razzista.
Il personaggio principale, Skeeter, una ragazza bianca di20 anni, consapevole della mancanza di riconoscimento sociale di queste donne,decide di aiutarle con la sua competenza, il giornalismo. Ciò richiede lacollaborazione di due cameriere che hanno molto da raccontare, Aibileen, e lasua amica Minny.
Il film, nonostante il tema trito, è fresco, benraccontato e tratta con competenza e generosità l’impulso emotivo di trame epersonaggi. Tuttavia, questo savoir faireperde un po’ di smalto per colpa di uno script molto manicheo e popolato dapersonaggi estremi: la scema molto scema, la cattiva molto cattiva, lasempliciotta molto sempliciotta, e così via. Questo schematismo fa perderecredibilità e forza morale alla storia. Fortunatamente, i personaggi diSkeeter, Aibileen e Minny sono più ricchi di sfumature e compensano in qualchemodo la semplicità di questo coro di secondari così istrionico. D’altra parte,il film potrebbe migliorare se fosse un po’ più breve. Eppure, come film piacee funziona, e propone un modo umano di superare lo scontro razziale, facendoapologia del perdono e della riconciliazione in un senso cristiano. Juan Orellana. ACEPRENSA.
Pubblico: Giovani. (ACEPRENSA)

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Posted by Luca on gennaio 23rd, 2012 No Comments

Arthur e la guerra dei Due Mondi

17/12/2011. Regista: Luc Besson. Sceneggiatura: Luc Besson, Céline Garcia. Interpreti: Freddie Highmore, Mia Farrow, Robert Stanton, Penny Balfour, Ron Crawford, Mike Powers. 101 min. Francia. 2011. Tutti.

L’ultima puntata della serie di Arthur, del potente e intraprendente regista e produttore francese Luc Besson, è la migliore di tutte. Coloro che hanno visto le due precedenti sano perfettamente chi è chi. Il maligno Maltazard è in procinto di conquistare il mondo, e Arthur si predispone a fermarlo. Besson ha deciso, giustamente, che l’azione si svolga quasi esclusivamente nel mondo umano. Ci sono diverse scene di antologia e un livello medio abbastanza buono. Questo terzo capitolo è una buona conclusione di una trilogia che non è stata così fortunata come i produttori si aspettavano. Fernando Gil-Delgado. ACEPRENSA.

Pubblico: Tutti. Contenuti: — (ACEPRENSA)

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Posted by Stan on gennaio 14th, 2012 No Comments

Il Gatto Con Gli Stivali di Chris Miller (DreamWorks Animation, 2011)

Spin off e prequel di quel Shrek con il quale nel 2001 la Dreamworks riuscì ad emancipare e rendere “adulto” il mondo dei cartoons e delle fiabe contemporaneamente, a colpi di smitizzazione, perfida ironia ed un linguaggio dai continui rimandi filmici, Il Gatto con gli Stivali eleva a ruolo di protagonista il micio spadaccino, entrato in qualità di comprimario nel secondo episodio della saga e che, almeno per quanto mi riguarda, ne ha reso più digeribili gli u…
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Posted by Stan on gennaio 5th, 2012 No Comments

Il gatto con gli stivali 3D

17/12/2011. Regista: Chris Miller. Sceneggiatura: Brian Lynch, David H. Steinberg, Tom Wheeler, Jon Zack. Voci originali: Antonio Banderas, Salma Hayek, Zach Galifianakis. Animazione. 90 min. USA. 2011. Tutti. I cantastorie sanno che le storie esistono in tante versioni quanti sono i narratori. Soltanto viene chiesto loro di essere fedeli all’idea originale, in questo caso, al divertente personaggio secondario che è apparso qualche anno fa con Shrek, un personaggio con tanta forza e personalità che si è guadagnato un film per se stesso, più o meno quello che quasi tre secoli fa ha fatto con lui Charles Perrault. Infatti, nonostante il suo tono leggero, come si addice ai racconti classici, ha anche una morale sul valore dell’amicizia, dell’onore e dell’onestà.

 

Come nelle occasioni precedenti, perché la squadra degli sceneggiatori e il regista hanno lavorato insieme nelle avventure di Shrek e di Hop, appaiono elementi di diverse storie popolari, ma la trama del Gatto con gli stivali è originale, costruita con disinvolto nonsense e piena di azione e di humour. È particolarmente riuscita la partenza e la caratterizzazione dei protagonisti; lo sviluppo è un enorme carosello dove accadono tante cose e si ingarbugliano in tal modo, che alla fine i realizzatori devono dare spiegazioni a colpi di discorsi e la storia perde credibilità.

La performance è impeccabile e il 3D, anche se non necessario, fa ancora più bello un film che piacerà ai bambini. Fernando Gil-Delgado. ACEPRENSA.Pubblico: Tutti. Contenuti: — (ACEPRENSA)

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Posted by Luca on dicembre 27th, 2011 No Comments

Midnigth in Paris

17/12/2011. Regista: Woody Allen. Sceneggiatura: Woody Allen. Interpreti: Rachel McAdams, Michael Sheen, Marion Cotillard, Owen Wilson, Kathy Bates, Alison Pill, Adrien Brody, Tom Hiddleston, Carla Bruni. 100 min. USA, Spagna. 2011. Giovani (S, F).Gil e Inez sono due fidanzati che, prima dell’imminente matrimonio, trascorrono qualche giorno di turismo nella capitale dell’amore, Parigi. Lui è uno sceneggiatore di successo a Hollywood, ma la sua ambizione è diventare un grande scrittore di romanzi. Una notte che decide di tornare in hotel da solo, si perde per le strade parigine. Mentre suonano i rintocchi della mezzanotte, una vecchia carrozza passa al suo fianco e gli occupanti lo invitano a salire. È improvvisamente immerso in una festa … a Parigi negli anni ‘20! Non solo, ma ha l’onore di incontrare scrittori e artisti dell’epoca che ammira tanto: Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Luis Buñuel … Ed è particolarmente affascinato da una ragazza “flapper” –così venivano chiamate un tipo di ragazze disinvolte negli anni 20-, che lo fa dubitare del suo amore per Inez.

 

 Un originalissimo film di Woody Allen, con un ottimo punto di partenza dal quale sa spremere tutto il succo. Il personaggio di Gil, interpretato da Owen Wilson, è naturalmente un “alter ego” del regista, il tipico personaggio che lui avrebbe potuto interpretare in un’altra epoca, ma l’attore ha saputo farlo suo, rendendoli l’aura romantica desiderata. È interessante la considerazione dell’espressione artistica come un modo per esorcizzare la nostalgia della bellezza, di un’età dell’oro della quale si ha nostalgia, e che idealmente, alcuni collocano nel passato. Una dichiarazione di principi di Allen, che avverte del pericolo di cadere nell’ “esaltazione dei bei tempi andati”, ma che è anche un fuoco di sbarramento per coloro che credono solo nel futuro e nel progresso, che sarebbero sempre migliori.

L’artificio fantastico, con una risorsa di mezzanotte tipo “Cenerentola”, richiama chiaramente La rosa purpurea del Cairo. Ma il grande merito di Allen è di farci accettare la magia inaspettata, e che in quel mondo alternativo sappia definire con pochi tratti una grande galleria di artisti, muovendosi tra l’omaggio e lo scherzo, manovrando con assoluta padronanza certi luoghi comuni.

Anche se parla dei suoi temi ricorrenti, l’amore che non si finisce di trovare pienamente, o l’arte come un modo per riempire il vuoto esistenziale, il tono di Allen è più leggero che in altre occasioni: ha chiaramente scelto di offrirci un “divertimento”, dove c’è spazio per raggiungere una certa felicità. Allen è indovinato con il cast, in cui ci sono volti nuovi che non avevano mai lavorato con lui, come il citato Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, la tanto pubblicizzata Carla Bruni –la moglie di Sarkozy che interpreta bene un ruolo minore-, e la formidabile Marion Cotillard, oltre ad Adrien Brody e Kathy Bates (che fece con lui tempo fa, Ombre e Nebbia).

Naturalmente, Parigi è molto presente in tutto il film. Si inizia con una sorta di ouverture jazz, con numerose immagini di tutta Parigi, che potrebbero far temere che Allen sia caduto nella tentazione di girare uno spot turistico. Ma non è così: Darius Khondji (autore della fotografia) gioca infatti sui contrasti con il resto delle potenti immagini che offre della capitale francese. DECINE21.Pubblico: Giovani. Contenuti: S, F (Almudí)

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Posted by Stan on dicembre 18th, 2011 No Comments

Gaspar Noé

Tintarella di luna (1985)
Pulpe amère (1987)
Carne (1991)
Une expérience d’hypnose télévisuelle (1995)
Sodomites (1998)
Intoxication (1998)
Seul Contre Tous (1998)
Irréversible (2002)
Eva (2005)
Destricted (segment, We Fuck Alone) (2006)
8 (segment, SIDA) (2007)
Enter The Void (2009) – 4/5

-Enter The Void
Francia 2009 – sperimentale – 161min.(versione integrale)

Oscar, spacciatore americano che vive a Tokyo, è stato da poco raggiunto dalla sorella Linda. I due sono molto legati in seguito ad un trauma infantile comune. Oscar passa le sue giornate con l’amico Alex, fra droga e avventure sessuali. Una sera un’affare salta ed Oscar, tentando la fuga dalla retata della polizia, è sparato. Morente, prova la sensazione di uscita dal corpo tipica del trip allucinogeno, e di cui ha letto anche di recente nel Libro Tibetano Dei Morti, che descrive il viaggio dell’anima a seguito della morte fisica. Sogno di un moribondo o vera esperienza post-mortem?

Quindici anni di continue riscritture; più di un mese di riprese Fra Tokyo e Montreal; un anno di post-produzione per il complicato lavoro estetico e di effetti speciali; La presentazione a Cannes nel 2009 in versione integrale di 161 minuti, il lavoro ininterrotto di post-produzione che ritarda l’uscita nelle sale francesi di un anno in versione accorciata, di 154 minuti, poi in Usa e Uk in una riduzione di 137 minuti (se riprodotto a 25 frame al secondo) o 142 (se a 24 frame) ed ora, all’alba del 2011, anche in Italia (non so in che versione).
Enter The Void è il progetto di una vita, e come tale non può che essere un capolavoro. Paradigma della post-modernità, ma che forse va già oltre, usa i linguaggi correnti per crearne uno nuovo.
Tutto in soggettiva il lungo prologo; in prima persona anche il viaggio post-mortem, mentre i flashback sono spesso in terza persona ravvicinata (visuale da videogame, per intenderci, alle spalle del personaggio). Montato in modo da sembrare un ininterrotto piano-sequenza, a dir poco magistrale quando da un buco d’appartamento sale fino in cielo all’interno di un aeroplano per poi ridiscendere.
Noé si ispira parzialmente ai suoi trip giovanili, ma dichiara anche molti riferimenti artistici: 2001 evidentemente, nonché il libro soprammenzionato che ha effettivamente letto, ma anche il cinema sperimentale di Kenneth Anger, Jordan Belson e Peter Tscherkassky.
Splendida fotografia di Benoit Debie, già collaboratore di Noé in Irreversible.
Enter The Void è la rappresentazione dell’irrapresentabile, un’esperienza cinematografica al momento unica e di conseguenza imprescindibile per chiunque si interessi di quest’arte. A volte può risultare estenuante, ma tutto sta nel lasciarsi andare al flusso di immagini/ricordi/sogni stando al gioco del regista. Chi ha una mentalità troppo ristretta e pragmatica non potrà apprezzarlo.
Bel lavoro sul sound design, con suoni electronic che danno l’illusione di extra-fisicità. Accorta scelta degli attori, un mix fra professionisti ed amatoriali che rende il tutto più convincente.
Splendido finale aperto, affascinante ed irritante insieme.
Ipnotizzante, vertiginoso.
Rimarrà.

Voto: 4/5

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Posted by Luca on dicembre 9th, 2011 No Comments

Le avventure di Tintin. Il segreto dell’unicorno

26/11/2011. Regista: Steven Spielberg. Sceneggiatura: Steven Moffat, Edgar Wright, Joe Cornish. Interpreti: Jamie Bell, Daniel Craig, Andy Serkis, Simon Pegg, Nick Frost. 107 min. USA. 2011. Tutti.

Arriva sugli schermi il tanto atteso film di Steven Spielberg, interamente girato in animazione motion capture e 3D stereoscopico. In esso, Spielberg, con Peter Jackson come co-produttore, adatta tre dei 24 album di Tintin, il giovane giornalista dei fumetti, curioso e avventuriero, creato nel 1929 da Hergé. Questi album sono stati tradotti in 80 lingue e hanno venduto più di 350 milioni di copie in tutto il mondo.

 

In particolare, il film di Spielberg incorpora elementi di Il granchio d’oro (1940-1941), Il segreto dell’unicorno (1942-1943) e Il tesoro di Rackham il Rosso (1943). La cosa migliore del film è la libertà creativa con la quale Spielberg affronta la ricreazione dell’universo immaginato da Hergé, pur rimanendo fedele allo spirito del fumetto originale. L’animazione continua a mostrare i limiti della motion capture partendo dalle precedenti interpretazioni di attori, soprattutto nel portamento degli animali come Milú e altri.

Ma allo stesso tempo, consente a Spielberg di spiegare un impressionante pianificazione, piena di riprese impossibili per l’immagine reale, nella quale resti abbagliato per le sue molte virtù come narratore di storie, e per il curatissimo lavoro del suo team nel disegno di personaggi e nello sviluppo degli sfondi semplicemente antologici.Questa eccellente tecnica si articola su una sceneggiatura frizzante, efficace sia nella trama, come nel dramma o la commedia, sviluppata a ritmo trepidante dal sensazionale montaggio di Michael Khan.

Da parte sua, il veterano John Williams risulta indovinato nella rischiosa partitura musicale, meno sinfonica e più minimalista del solito, e l’insieme diventa un grande film per tutti, con un po’ di violenza in alcune scene, che però riflette molto bene l’elogio della onestà professionale, della amicizia e del coraggio del popolare personaggio di Hergé, uno dei grandi dell’arte dei fumetti. Jerónimo José Martín. ACEPRENSA.

Pubblico: Tutti. (ACEPRENSA)

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Posted by Luca on novembre 30th, 2011 No Comments

Scialla! Trailer Italiano

http://www.youtube.com/v/8TfPi4fYVcY?version=3&f=videos&app=youtube_gdata

Trailer Italiani

italiancinemarevo.forumattivo.it

Posted by Luca on novembre 22nd, 2011 No Comments

The Eagle

8/10/2011. Regista: Kevin Macdonald. Sceneggiatura: Jeremy Brock. Interpreti: Channing Tatum, Donald Sutherland, Jamie Bell, Mark Strong, Denis O’Hare. 120 min. GB, USA. 2011. Giovani.

Gran Bretagna, secondo secolo dopo Cristo. Un giovane soldato romano, Marcus Aquila, si appresta a recuperare il vessillo della Nona Legione, una testa di aquila dorata, per ripristinare l’onore della famiglia.

Kevin MacDonald ha dimostrato di essere un regista capace di affrontare generi molto diversi. Ha vinto un Oscar per il miglior documentario nel 2000, Life in a Day. Ha realizzato un biopic intenso e difficile con cui Forest Whitaker ha ottenuto l’Oscar di miglior attore (L’ultimo re di Scozia). Poi ha girato un interessante thriller, State of Play con Russell Crowe e Ben Affleck. Ora, adatta allo schermo un romanzo giovanile storico, L’aquila della nona legione, pubblicato da Rosemary Sutcliff nel 1954.

Girare un peplum nel XXI secolo è rischioso, soprattutto quando un film è al 100% maschile (nessun personaggio femminile) e con un’unica trama. Il film è costruito con pochi elementi: un conflitto epico semplice: la perdita dell’onore militare; due personaggi, un romano e il suo schiavo, e un lungo inseguimento. La cosa divertente è che, senza essere un film brillante, intrattiene. Alla fine, è una dimostrazione che epica e cinema costituiscono una buona accoppiata. Come nei suoi altri film, lo scozzese MacDonald si rivela dotato di buona sensibilità, nel ritmo narrativo. La messa in scena fa riferimento al cinema classico: è al servizio della la trama, senza fanfare e senza stridere. Il progetto di produzione e la caratterizzazione sono ben fatte. Channing Tatum difende bene il suo personaggio, ma è chiaro che è Jamie Bell a risultare l’attore migliore. Ana Sánchez de la Nieta. ACEPRENSA.

Pubblico: Giovani. (ACEPRENSA)

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Posted by Luca on novembre 21st, 2011 No Comments